Najila
by
Le Jour du Føjial
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A silent cry which becomes music. The notes of a "new wave ballad" about a young woman bearing the scars of fear, the shadow of a violence... Words and notes in this song aim to hug those who experienced these same wounds, an invitation to listen and do not turn away to indifference.
Suona il tuo violino Najila
Questo viaggio comincerà
Suona il tuo violino Najila
E la luna ti ascolterà
Cadono le lacrime
Sul tuo volto placido
La tempesta le asciugherà
Il tuo cuore vuol piangere
Sarà un lungo viaggio Najila
Senza più una metà
Desolato è il tuo orizzonte
Un oasi di pace vedrai…
Esprimi un desiderio Najila
Segui la tua stella
Non lambire i lividi ma
Suona il tuo violino Najila
Sembra tutto spento oramai
Non fissare il vuoto
Le tue mani tremano già
Non lasciarti andare Najila
Senti come urlano
i tuoi occhi spenti
una triste musica
suona il tuo violino Najila
Chissà se ricordi quando eri bambina
Sognavi un altare su un altalena
Guardavi gli specchi lisciando i capelli
Due occhi brillanti di dolce tzigana
Correvi sui prati e sognavi l’amore
Distratta e selvaggia amavi godere
Libera voce ma amaro destino
Ritorna a suonare il tuo triste violino
Oh Najila… oh Najila
Oh dolce Najila , bellezza tzigana
Privata dei sogni in una terra lontana
Fugace è la vita in cerca d’amore
Che spezza catene tagliando le dita
Pizzicando un violino rubavi la gioia
A chi ha deriso il dolore
Spezzando il destino