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NetMusic Life (Curator)

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NetMusic Life's Blog

NetMusic_Life on 05/04/2013 at 01:32PM

Various Artists - "Consciousness Dr." (element perspective 128)

Le parole dell'amico blogger Yamanotedreams condividono in pieno il mio pensiero a proposito della label giapponese element perspective:"Superbe compilation, quintessence de la musique electronique japonaise actuelle. Ne cherche pas ailleurs, car c'est ici que ça se passe." A pochi mesi dall'eccellenteHope 3.0, ecco un'altra compilation che scatta una nitida immagine su ciò che è la musica giapponese odierna. Artisti che oramai incominciano ad essere familiari, come N-qia, con la loro sognante elettronica avanguardistica o SHOMOMOSE e Mitsuru Shimizu, superbi performer di particelle elettroniche, alchimisti minimalisti. Ma è il suono del pianoforte che caratterizza questa compilation, presente in molte delle composizioni qui presenti. Intensità, meditazione, un pacato dialogo con la propria anima...tutti aspetti di cui i musicisti giapponesi dimostrano di essere maestri con innata naturalezza. Tutti i brani mantengono alta la qualità di "Consciousness Dr." ed element perspective dimostra ancora una volta di nutrire con arte le proprie azioni, dalla scelta dell'artwork ai contenuti delle release fino alle aspettative che sa creare antecedentemente alle proprie uscite. Ricordandosi inoltre di ringraziare sempre gentilmente ogni singola persona che contribuisce alla divulgazione di questa splendida musica.

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piano
NetMusic_Life on 04/23/2013 at 01:38AM

- - "Fuga" (element perspective 127)

Code di pianoforte in stanze bianche senza pareti come code di lucertole spezzate nei loro ultimi nervosi movimenti. Le cinture sono allacciate, anche perchè il viaggio si prospetta piuttosto lungo e stimolante. Atomi sorridenti mi salutano dall'esterno di un oblò lievemente rigato. Brandelli di pagine di teorie gravitazionali svolazzano nello spazio, disertando le immense discariche cosmiche. Proseguo il viaggio graffiando l'astronave con le briciole luminose di un gigante insaziabile domiciliato in masse sferiche non rotanti. Letargiche espansioni accrescono lentamente la solitudine degli elementi. Rarefazione, assenza di peso, attenuazione della luminosità, movimenti talmente lenti da rasentare l'immobilità. Forze intermolecolari in allontanamento, residui metallici stranamente galleggianti in liquidi ribollenti. La terra è così lontana oramai, ma fortunatamente ho portato con me una minuscola memoria capiente che raccoglie buona parte dei suoi meravigliosi suoni, che lentamente mi fanno annegare in una completa sensazione di solitudine e nostalgia, consapevole del fatto che non ci sarà ritorno.

- - "op.4" (05:18)
- - "op.4" (05:18)
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NetMusic_Life on 04/15/2013 at 04:40PM

Candlegravity - "Junpei" (Bunkai-kei 037)

Amo molte delle uscite di Bunkai-kei e ho amato molto "A moment for myself", album di Candlegravity uscito nel Maggio dello scorso anno per VKRS. Quindi prendo confidenza con "Junpei" con l'umore giusto e ne rimango quasi immediatamente affascinato. Sean Crownover è rappresentante di un'elettronica umana sensibile. Raccontato da una lunga presentazione, sincera e delicata, non si smentisce nei passi successivi dell'ascolto. Sin dalla prima traccia, la struggente "Wanting someone", capolavoro elettro-malinconico che si è stampato indelebilmente nella scheda audio del mio cervello. Elementi fanciulleschi si presentano sotto forma di trasparenti risate, canti di galli e muggiti in "Fieldtrip", supportati da un pianoforte posizionato su un carro in allegra scampagnata tra campi accuratamente coltivati e con l'aggiunta di una breve sosta per l'ascolto di un cameo di un'orchestrina di contadini vestiti da giorno di festa. Quando sopraggiungo alla metà della terza traccia condivido con me stesso che "Junpei" è un grande album, qualsiasi cosa potrà accadere successivamente. S'incontrano anche momenti più oscuri e introspettivi, come in "Could Have" o soffusi ed eterei (Junpei). Il tutto continuamente animato da field recordings, canti di uccellini, traffico stradale e voci fuori campo. Per poi annegare in una sconcertante e disperata "A suicide". Apocalisse interiore, suoni che urlano, che stanano il malessere che si nasconde astutamente dentro ad ognuno di noi. Gli sbalzi d'umore sono sinonimo di vitalità, di coscienza penetrabile. Ed è così che "Tomie's Bubbles" mi rende felice di esser vivo e di non dimenticare mai di essere stato bambino. "With many tears" conclude l'album trasformandomi in un manichino in estasi gobbamente seduto sulla sedia per pc. "Junpei" è struggente, intenso e profondo. Tra i lavori più emozionanti usciti in questi primi mesi dell'anno. Grazie Sean per la tua sensibilità.

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NetMusic_Life on 03/21/2013 at 12:30AM

Plastic Surgery Icon – "Roughly Human" (esc.rec. 035)

L'iniziale "I Sleep Badly With You Alive" mi accompagna in uno stato di leggera sospensione, tra il lento fluire di arpeggi di chitarra e le frequenti brevi pause determinanti. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno. Questo non è solo un album acoustic/folk/guitar e lo lascia ben intendere la seconda traccia, "Ex Insomniac", racchiusa nelle sue disparità ritmiche disordinate, tra chitarra e basso all'unisono, cigolii vari, dissonanze, pause improvvise e radicali cambi di dinamica. Tra le influenze elencate nella press release trovo Animal Collective e Deerhoof (da notare che Greg Saunier ha partecipato al master di questo album) ma ci aggiungerei anche un tal Mike Keneally, chitarrista zappiano dell'ultimo periodo (ad un primo ascolto ho avuto un improvviso link cerebrale ad "Hat" del 1992). Meravigliosi spostamenti ritmici mi entusiasmano nella quinta traccia, "Noise Rock Paralympics"...sarebbe opportuno evitare di ascoltarla in cuffia mentre si cammina, potrebbe condurre ad inattesi barcollamenti. L'intero album ha un suono omogeneo e sebbene sia stato registrato con un software musicale non aggiornato da più di 10 anni, possiede una presenza e un calore notevoli. La voce di Plastic Surgery Icon non è certamente da "the best ten voices of the year" ma poco importa, la genuinità e la spontaneità che fuoriescono da "Roughly Human" sono tali tali da rendere qualsiasi piccolo difetto irrilevante.

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rock, acoustic, guitar
NetMusic_Life on 03/17/2013 at 08:18AM

Ongaku2 – “Short Stories” (La bèl 018)

"Short stories" è un album che si assapora lentamente, a piccoli sorsi, possibilmente ad occhi chiusi, così da non essere disturbati da elementi visivi esterni. Solo così facendo ci si può abbandonare alle immagini che le improvvisazioni di Ongaku2 (Elia Casu, Paolo Sanna) sanno trasmettere. I dialoghi sonori che si stabiliscono tra i due musicisti sardi sono intensi e sanno prendersi cura di pause e silenzi e non trascurano nessun particolare del rapporto che si crea tra uomo e strumento musicale (in questo caso anche oggetti vari e campionamenti). Strumenti spremuti sfruttando le loro innumerevoli possibilità sonore e rumoristiche. Ma non si pensi ad un album di due musicisti egocentrici che si divertono ad improvvisare e a registrare tutto ciò che fanno. Dentro a "Short Stories" c'è uno spessore musicale notevole, c'è sperimentazione non fine a se stessa ma utilizzata per dialogare, evocare, gioire. Si coglie il feeling che i due musicisti sardi mantengono vivo oramai da diversi anni. Un appello ai videomaker: questa musica ha già le immagini nel proprio DNA. Basta sfilare la videocamera dalla custodia ed iniziare a girare abbandonandosi ai suoni che fuoriescono da questo album. Un altro tassello di una scena sarda in continuo fermento creativo, abilmente fotografata da La bèl.

Ongaku2 - "For Ravi" (02:30)
Ongaku2 - "For Ravi" (02:30)
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NetMusic_Life on 02/27/2013 at 11:18PM

abc100 - "dirty dishes from a hostile cosmos" (Headphonica 106)

Alexandr Sinyagin in arte abc100 mi stupisce ad ogni sua nuova uscita. Sin dalla prima traccia dell'ultimo album "dirty dishes from a hostile cosmos" (piatti sporchi da un cosmo ostile, stupendo titolo) rilasciato come sempre dall'affezionata Headphonica. "AgrhhLaser" si muove tra un lo-fi psichedelico che girovaga tra le fasi r.e.m di un'umanità assopita. Tintinnii che si riversano su ruvide basi ricoperte di eczemi.  In "Jina and Mike" si ritrovano alcune sonorità che ricordano il precedente ed eccellente "Exit Site", uscito nel febbraio 2012. "Night" raggiunge gli apici di una creatività effervescente, spumeggianti bollicine neuronali nelle stanze buie di un party organizzato in una stazione spaziale. abc ha la particolarità di far mantenere l'ascolto attento. Il flusso della sua musica è in continua evoluzione, mai seduta in zone di sosta pigre ma allettanti. abc è visionario, diretto e fantasioso...le giuste doti per far muovere la musica un po' più in là.

abc100 - "Night" (02:42)
abc100 - "Night" (02:42)
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NetMusic_Life on 02/23/2013 at 08:57PM

The Fucked Up Beat - "Roswell Radio Cult" (Haze 194)

Sono convinto che The Fucked Up Beat siano una delle realtà più originali ed intriganti del panorama Creative Commons odierno. Prolifici (sono giunti alla loro undicesima release in poco più di un anno) e impegnati. Dalle loro pagine social spesso si possono leggere critiche al sistema politico ed economico mondiale che il più delle volte condivido pienamente. Ma nelle musica di The Fucked Up Beat non si sente solo l'impegno politico ma si colgono anche la necessità di non dimenticare un passato prezioso ed un'assuefazione ad un mondo meccanizzato e tecnologizzato di cui però ci nutriamo spudoratamente a piene mani. Loop tribali ipnotici e profondi accompagnati da sample datati sono oramai un marchio di fabbrica che sa distinguersi da centinaia di altre produzioni. Spezzoni di vecchi documenti visivi in bianco e nero utilizzati come video-clip per le loro tracce, art-cover con stile...The Fucked Up Beat hanno personalità da vendere e meriterebbero di essere conosciuti da un pubblico più vasto. 

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NetMusic_Life on 02/14/2013 at 01:48AM

Machines in Heaven - "The Glasgow Jihad" (Black Lantern Music 073)

Aspetti il vento che senti scivolare da lontano. La stesse barriere incolore che i soliti profili corporei ti erigono per propria difesa. Eppure la primavera è qui e si fa ascoltare in ogni suo senso. Le scelte sono scelte nel campo delle innumerevoli opportunità. Restare fermi è una scelta, a volte masochistica e a volte provocata dal timore di un’oscurità che basterebbe illuminare di luce propria. «Machines in Heaven» provoca una beata sicurezza situata all’interno dei suoi precisi contorni elettronici. Pop? Royksopp? Techno-pop? Ha ancora un senso?"bordersbreakdown" si reiventa ogni definizione appena scritta nel suo svilupparsi in un trama progressive galleggiante in un lago post-rock illuminato da boe elettroniche. Il caso sta con le spalle al muro nell’angolo più buio della stanza.

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electro-pop, electronic
NetMusic_Life on 01/28/2013 at 05:13PM

Textile Audio – "The Pomegranate Cycle" (Wood & Wire 012)

...a magical cross between opera, classical and experimental electronic/ambient music...

Complete review on NetMusic Life.

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NetMusic_Life on 01/27/2013 at 12:47PM

Various Artists - "Ala Social Net 2012 - Netlabel Live Session" (Acustronica/Alchemistica/Ozky e-sound/Parafonica)

http://3.bp.blogspot.com/--4a4QN8GfJU/UQNsyV8W75I/AAAAAAAAEfU/xJOelcBph7s/s320/Ala+Social+Net.jpg

Refined and gloomy ambient-impro-live released by four italian netlabels...

Complete review on NetMusic Life

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improvisation
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